Altri problemi di Antitrust per GOOGLE sul mobile: indagate su ANDROID

Siamo alle solite. Con gli amici dell‘Osservatorio della Rete sono mesi che sollecitiamo azioni forti da parte del Commissario Europeo Almunia che arrivino allo scorporo forte del motore di ricerca dalle altre attività del colosso di Mountain View.

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I numeri parlano chiaro e non possono essere che interpretati in maniera preoccupante. Google ha una dominanza totale del segmento search. Si tratta del servizio che meglio consente a GOOGLE di profilare gli utenti.
Ancora una volta privacy e competition sono strettamente connessi e non si riesce a far passare il concetto che se non si risolve il problema a monte, non si risolveranno mai, MAI!, tutti gli altri problemi che GOOGLE crea a valle ai suoi competitor.

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Competitor che ovviamente si lamentano un giorno si e l’altro pure. Tutti i giorni arrivano sulle scrivanie dei decisori nazionali ed europei  motivi di doglianza tali da far rabbrividire anche chi non ha nulla da temere perchè non usa Internet.
Google sa pure qualcosa di chi Internet non lo usa perchè magari ci finisce dentro con le foto degli altri, con gli appuntamenti messi dentro il calendario del cellulare, con la rubrica telefonica catturata al volo da Google e dai servizi over the top.
Servizi che sfuggono continuamente ad ogni normativa nazionale territoriale a cominciare da quella relativa alle tasse.

Su GOOGLE il caso è macroscopico e non si capisce come mai ci si attardi a trovare una soluzione definitiva. Non servono test. Non servono altre lamentele. Non servono nemmeno gli impegni.

Servono tre cose ben precise:

1) una sanzione molto pesante commisurata al fatturato, tale da fungere da deterrente vero e da far recuperare denari alle Istituzioni coinvolte in queste problematiche sollevate dagli abusi di Google.

2) servirebbe urgentemente una riforma della normativa sulla privacy come proposta dalla Commissaria Reading.

3) urge anche una soluzione vera al problema della dominanza di Google che diventa in taluni casi un quasi-monopolio. Si scorporino le attività legate alla ricerca da ogni altro servizio offerto da Google.

Questa la ricetta: tre semplici ingredienti e finalmente potremmo dichiarare il problema risolto.
Ma se non si attuano subito queste misure il mercato intero, tutta la catena del valore, non solo alcuni competitor diretti ma l’intero comparto informatico, avranno da soffrire ancora e a lungo. E gli utenti, i cittadini, le aziende, le imprese e i consumatori continueranno a soffrire pure loro le tante distorsioni causate da questo colosso.

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