Category Archives: riforma della privacy

Privacy Vs Open Data

Privacy Vs Open Data: per il Garante della #Privacy italiano un bilanciamento è possibile. Ma non dice quale nè come. http://ow.ly/i/7ctf0

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“il diritto alla #privacy non è un optional” (Glenn Greenwald)

“il diritto alla #privacy non è un optional” (Glenn Greenwald)

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Obama alla Merkel “E’ bello dare un volto a una voce” (Humor) #nsa #privacy

Obama alla Merkel “E’ bello dare un volto a una voce” (Humor) #nsa #privacy

 

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VIVIANE READING non esclude di essere stata spiata. E’ un messaggio per #GOOGLE o per #OBAMA? #privacy

VIVIANE READING non esclude di essere stata spiata. E’ un messaggio per #GOOGLE o per #OBAMA? http://ow.ly/i/3xZX9 #privacy
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Primo SI alla riforma READING sulla Privacy: multe piu’ salate

Riforma #PRIVACY: Viviane Reading incassa un bel SI dall’Europarlamento e gli emendamenti sono migliorativi con una multa piu’ salata http://ow.ly/i/3uE3M

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La lunga strada della riforma della privacy

Come riporta la bravissima giornalista Jennifer Baker, il lungo percorso della riforma della normativa europea sulla riservatezza sta trovando una strada ricca di ostacoli.

Non possiamo che giudicare negativamente questo ulteriore procrastinarsi di trattative su una proposta che sarebbe dovuta essere pacifica ma che invece e’ stata assalita dalle lobby, soprattutto di alcune multinazionali americane che si sono contraddistinte per violazioni della privacy on line.

Credo che il giovane eurodeputato Jan Philipp Albrecht abbia fatto un ottimo lavoro di coordinamento e che abbia dovuto cercare un compromesso che speriamo non abbia stravolto la proposta del Commissario Viviane Reading che, noi di Blog4privacy avevamo apprezzato e condiviso.

EU data protection vote delayed again

Jennifer Baker, IDG News Service
May 7, 2013 8:55 AMprint
An important vote on the future of the European Union’s privacy laws has been delayed again.

On Monday, the civil liberties committee of the European Parliament met to discuss the latest draft of Europe’s Data Protection Regulation. German member of parliament (MEP) Jan Philipp Albrecht, who is charged with steering the legislation through to the final vote, explained that although several meetings have been held and some agreements have been reached, more rounds of discussions are still needed.

Therefore the committee will not be able to vote on the draft on May 29 as planned. Albrecht said he believes that compromises can be adopted with a broad consensus and that a vote is still possible before the summer recess in July.

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Io non sono in vendita, rispetta la mia privacy: il video di Respect My Privacy Eu

Interessante video I’m not for Sale Respect my privacy.

Riflette esattamente quello che sta succedendo: alcuni grandi player come Google stanno raccogliendo i dati delle nostre ricerche on line. In questo modo possono conoscere i nostri gusti e incrociandoli con i molti altri dati a loro disposizione, possono bombardarci di proposte commerciali senza sollecitazione rendendo la nostra vita un inferno.

Questo video è un po’ una forma di affrancamento dalla schiavitù in cui ci hanno ridotto i grandi profilatori.
Affermare con chiarezza “Io non sono in vendita”, I’m not for Sale, significa chiedere rispetto per la nostra privacy, per i dati della nostra vita. Una bella campagna informativa che noi di Blog4privacy vogliamo condividere e sostenere.

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Gli emendamenti alla riforma privacy proposta dalla Reading danneggiano anche l’ambiente

Sprecare la carta per gli emendamenti alla riforma data protection è un doppio delitto. Lo sa bene il giornalista Magnus Frankling che è un vero Tech Journalist per MLex e che ha pubblicato sul suo profilo Twitter questa immagine eloquente e sconfortante.

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@magnusfranklin it’s a shame!!! A double crime: one against privacy, second against nature. in both case unforgivable!

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il Partito Pirata a favore della riforma della Privacy: in Italia si muove il Garante Soro

Oggi è una giornata molto importante per BLOG4PRIVACY grazie alle dichiarazioni cristalline di un rappresentante prestigioso del  Pirate Party – Christian Engström,  raccolte dalla meravigliosa Jennifer Baker, corrispondente per ViEUWS.eu

In questa intervista  viene dato conto di problemi molto importanti e di soluzioni altrettanto valide. Solamente stando uniti, tutti gli Stati di Europa possono mettere un’adeguata pressione alle multinazionali americane e alle diplomazie USA che stanno facendo lobby per dimezzare l’efficacia della riforma della data protection avanzata dalla Commissaria Viviane Reading.

Soprattutto Christian Engström è convinto che si può influenzare in positivo la Commissione e il Parlamento partendo dal basso, con il contributo dei cittadini, come ha dimostrato l’esperienza di ribellione ad ACTA.

 

Anche in Italia qualcosa si sta muovendo. In un’intervista rilasciata al Corriere delle Comunicazioni, il Garante della Privacy Antonello Soro chiarisce che non ci possono essere in Europa spazi per non applicazione delle norme. Pur essendoci discrepanze tra la regolamentazione della privacy in Europa rispetto all’America, è necessario ed opportuno non consentire a colossi come GOOGLE di raccogliere e trattare i dati degli utenti, spesso anche contro la loro volontà.

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Tutti concordano su un punto: l’Europa intera deve agire per far rispettare questo diritto dell’uomo.

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Il massimo della pena per GOOGLE è sempre troppo poco: il caso tedesco sulla privacy spiega perchè

Non si poteva chiedere di piu’ alla Germania.  Alla fine – nonostante la clamorosa condanna – è come se GOOGLE l’avesse fatta franca anche stavolta. Come abbiamo sostenuto piu’ volte qui su Blog4privacy, sanzioni così miti e non commisurate al fatturato sono talmente inefficaci che Google vince anche quando soccombe. Non c’è nulla ad oggi che può dissuadere il colosso di Mountain View a catturare i dati della nostra vita, con e senza il nostro consenso, trattarli e trattenerli come piu’ gli aggrada.

Urge una separazione strutturale del motore di ricerca da ogni altro servizio e piattaforma che offre e che utilizza per rafforzare la sua dominanza a danno dei competitor e dei consumatori. Parallelamente deve essere approvata la riforma della data privacy proposta da Viviane Reading prima che sia troppo tardi.

Come riporta THE VERGE:

Google fined just $189,000 for ‘one of the biggest’ data protection violations in German history
Google has been fined €145,000 (around $189,000) for what a regulator called “one of the biggest data protection rules violations known.”

The fine comes after it was proved Google’s Street View cars illegally collected data from open Wi-Fi networks between 2008 – 2010. German prosecutors dropped criminal proceedings against the search giant last fall after they failed to find “criminal violations,” but data protection regulators picked up the case in the hope of levying a fine. Google claims its Street View team was unaware of the collection and never looked at the illegal data haul, and Hamburg-based regulator Johannes Caspar tells Bloomberg that Google’s “internal control mechanisms must have severely failed.”

The €145,000 fine isn’t likely to upset Google too much. For what was apparently one of German’s most egregious data protection violations ever, the fine represents less than 0.005 percent of Google’s profit last quarter.

E lo leggiamo anche su Techcrunch:
Google Fined $189K For ‘one of the biggest data’ privacy violations in Germany

Google 1, Germany 0. German regulators were furious when it was found that Google’s street car was unintentionally collecting email, photos, and passwords from its citizens’ unprotected wi-fi networks–something Hamburg-based regulator, Johannes Caspar, called “one of the biggest data protection rules violations known.” Yet, regulators could only muster a financial hand slap of 145 Euros, or about 0.005% of the search giant’s annual profits.

A questo punto lo sconforto è tanto. L’articolo fa un riferimento calcistico azzeccatissimo ma la partita non è finita. Non è persa definitivamente. Dobbiamo fare qualcosa e subito. Tutte le Autorità della Privacy europee e tutti i decisori ad ogni livello siano responsabili per arginare il fenomeno di rapina dei dati personali messo in atto da Google.

Intanto, mentre noi discutiamo del nostro diritto alla riservatezza, persino una rivista blasonata come FORBES si arroga il diritto di cialtroneggiare sui Google Glass come se il pericolo maggiore di quegli occhiali da maniaco fosse la durata della batteria e non i potenziali danni alla nostra vita sociale quando saremo monitorati da nostri simili e non piu’ solo da un grande fratello invasivo e costante che ci impedisce l’espansione libera del nostro vivere all’interno di un mondo che speriamo sia capace di vedere le distorsioni che questi occhiali possono potenzialmente mettere in atto anche in modo violento.
Google Glass’ Battery Life Could Be The Deciding Factor For The Public

I’m intrigued by Google GOOG +4.46%‘s definition of the battery life of Google Glass in today’s announced specifications. Rather than an actual number, capacity, or indication of the size, Google has used the delightful phrase ‘one full day of typical use’. Which leads to the question of what a typical day is?

Much like talk time on a mobile phone, or miles per gallon in a car, giving out a battery life is a bit hit and miss, which is why I’ve always looked for the mAh rating. Which isn’t at all obvious from the tech specs. The only clue is that recording video and participating in a Google+ hangout are flagged up as being ‘more battery intensive.’

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