Category Archives: Privacy in America

Privacy nei cellulari USA: da oggi serve un mandato

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Finalmente anche in USA per analizzare i dati di un telefonino serve un mandato non basta fermo polizia #privacy  http://ow.ly/i/6213V

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Se troppa privacy fa male alla memoria…

E’ incredibile come riescono a ribaltare la frittata: ora la #privacy sarebbe il problema. Troppa farebbe male alla memoria collettiva della rete. http://ow.ly/i/5DOIi

Parliamo di cose serie: piuttosto che mi dite del diritto all’oblio?

 

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“il diritto alla #privacy non è un optional” (Glenn Greenwald)

“il diritto alla #privacy non è un optional” (Glenn Greenwald)

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Obama alla Merkel “E’ bello dare un volto a una voce” (Humor) #nsa #privacy

Obama alla Merkel “E’ bello dare un volto a una voce” (Humor) #nsa #privacy

 

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DON’T BE A GLASSHOLE!

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DON’T BE A GLASSHOLE! I #googleglass riconosciuti come dannosi della privacy e della salute? http://ow.ly/i/4EIHd #google #privacy

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“La privacy on line non esiste e GOOGLE ha ragione” (Mauro Masi)

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“La privacy on line non esiste e GOOGLE ha ragione” (Mauro Masi) http://ow.ly/i/2U2lf

il Partito Pirata a favore della riforma della Privacy: in Italia si muove il Garante Soro

Oggi è una giornata molto importante per BLOG4PRIVACY grazie alle dichiarazioni cristalline di un rappresentante prestigioso del  Pirate Party - Christian Engström,  raccolte dalla meravigliosa Jennifer Baker, corrispondente per ViEUWS.eu

In questa intervista  viene dato conto di problemi molto importanti e di soluzioni altrettanto valide. Solamente stando uniti, tutti gli Stati di Europa possono mettere un’adeguata pressione alle multinazionali americane e alle diplomazie USA che stanno facendo lobby per dimezzare l’efficacia della riforma della data protection avanzata dalla Commissaria Viviane Reading.

Soprattutto Christian Engström è convinto che si può influenzare in positivo la Commissione e il Parlamento partendo dal basso, con il contributo dei cittadini, come ha dimostrato l’esperienza di ribellione ad ACTA.

 

Anche in Italia qualcosa si sta muovendo. In un’intervista rilasciata al Corriere delle Comunicazioni, il Garante della Privacy Antonello Soro chiarisce che non ci possono essere in Europa spazi per non applicazione delle norme. Pur essendoci discrepanze tra la regolamentazione della privacy in Europa rispetto all’America, è necessario ed opportuno non consentire a colossi come GOOGLE di raccogliere e trattare i dati degli utenti, spesso anche contro la loro volontà.

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Tutti concordano su un punto: l’Europa intera deve agire per far rispettare questo diritto dell’uomo.

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Parli al cellulare e lui ti registra: Apple e Google sotto accusa

E’ abbastanza allarmante l’articolo del Financial Times, secondo cui Google ed Apple manterrebbero i comandi vocali dati ai cellulari che hanno piattaforma Android o iOS.

Con la scusa di ottimizzare il servizio di riconoscimento vocale, Google trattiene le registrazioni per due anni. 24 mesi fondamentali in cui il colosso di Mountain View può fare qualsiasi tipo di incrocio di quelle informazioni con le molte altre in suo possesso. Email, dati navigazione, rubrica, chiamate, carta di credito e tanto altro.

Per quanto riguarda Apple, le cose non vanno tanto meglio visto che trattiene i dati per almeno 6 mesi. Non possiamo nascondere il nostro sconcerto verso questa notizia che rappresenta l’ennesimo attentato all’espansione serena della nostra vita sociale, verso cui subiamo continue rapine di

“The difference is that Google stores the actual audio samples for up to two years, unlike Siri which deletes the audio after six months and then just retains the queries. So, is two years too long?” It added that both Google and Apple claim that storing the voice information is necessary to improve the service and that Google claims to anonymize the data immediately. (Financial Times; Apple and Google both hold voice search data for two years)

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Your Privacy is Our Priority – La nuova campagna a favore della privacy on line di Microsoft Internet Explorer

L’attenzione per la Privacy on line che ha Microsoft è davvero encomiabile.  Crediamo che campagne di informazione come queste, siano molto utili specialmente perché fatte attraverso lo stesso mezzo, Internet, che contribuisce in massima parte ad abilitare la raccolta dei dati degli utenti.

Siamo certi che diffondere una cultura della privacy, sia necessario a far comprendere a tutti il valore dei propri dati personali. E dare un impulso positivo per iniziare a difenderli.

Avevamo nei giorni scorsi commentato positivamente su Blog4Privacy l’iniziativa del Garante della Privacy Italiano in merito. Infatti il Presidente Antonello Soro aveva pubblicato un video molto eloquente che sapeva dare immediatezza ai pericoli insiti nel memorizzare dati sensibili sui dispositivi cellulari.

Ci auguriamo quindi che campagne informative e virtuose come quella del Garante della Protezione dei dati personali e quella di Microsoft, siano sempre piu’ numerose. Noi dell‘Osservatorio della Rete daremo il nostro sostegno a queste iniziative. Sempre.

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Altri problemi di Antitrust per GOOGLE sul mobile: indagate su ANDROID

Siamo alle solite. Con gli amici dell‘Osservatorio della Rete sono mesi che sollecitiamo azioni forti da parte del Commissario Europeo Almunia che arrivino allo scorporo forte del motore di ricerca dalle altre attività del colosso di Mountain View.

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I numeri parlano chiaro e non possono essere che interpretati in maniera preoccupante. Google ha una dominanza totale del segmento search. Si tratta del servizio che meglio consente a GOOGLE di profilare gli utenti.
Ancora una volta privacy e competition sono strettamente connessi e non si riesce a far passare il concetto che se non si risolve il problema a monte, non si risolveranno mai, MAI!, tutti gli altri problemi che GOOGLE crea a valle ai suoi competitor.

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Competitor che ovviamente si lamentano un giorno si e l’altro pure. Tutti i giorni arrivano sulle scrivanie dei decisori nazionali ed europei  motivi di doglianza tali da far rabbrividire anche chi non ha nulla da temere perchè non usa Internet.
Google sa pure qualcosa di chi Internet non lo usa perchè magari ci finisce dentro con le foto degli altri, con gli appuntamenti messi dentro il calendario del cellulare, con la rubrica telefonica catturata al volo da Google e dai servizi over the top.
Servizi che sfuggono continuamente ad ogni normativa nazionale territoriale a cominciare da quella relativa alle tasse.

Su GOOGLE il caso è macroscopico e non si capisce come mai ci si attardi a trovare una soluzione definitiva. Non servono test. Non servono altre lamentele. Non servono nemmeno gli impegni.

Servono tre cose ben precise:

1) una sanzione molto pesante commisurata al fatturato, tale da fungere da deterrente vero e da far recuperare denari alle Istituzioni coinvolte in queste problematiche sollevate dagli abusi di Google.

2) servirebbe urgentemente una riforma della normativa sulla privacy come proposta dalla Commissaria Reading.

3) urge anche una soluzione vera al problema della dominanza di Google che diventa in taluni casi un quasi-monopolio. Si scorporino le attività legate alla ricerca da ogni altro servizio offerto da Google.

Questa la ricetta: tre semplici ingredienti e finalmente potremmo dichiarare il problema risolto.
Ma se non si attuano subito queste misure il mercato intero, tutta la catena del valore, non solo alcuni competitor diretti ma l’intero comparto informatico, avranno da soffrire ancora e a lungo. E gli utenti, i cittadini, le aziende, le imprese e i consumatori continueranno a soffrire pure loro le tante distorsioni causate da questo colosso.

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