Category Archives: privacy and competition

Must watch! Un video spiega i danni causati dall’abuso di dominanza di Google sulla ricerca on line

How Search Works from ICOMP on Vimeo.

How search works. Un video meraviglioso che spiega chiaramente i danni che può fare alla concorrenza (e ai consumatori) un abuso di posizione dominante di Google sulla ricerca on line.

Guardatelo!

Se gli operatori alternativi a Google sono discriminati, il consumatore non può vedere alcune offerte, alcuni prodotti, alcuni servizi. Questo danneggia il mercato, i prezzi, la concorrenza e l’innovazione.

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Your Privacy is Our Priority – La nuova campagna a favore della privacy on line di Microsoft Internet Explorer

L’attenzione per la Privacy on line che ha Microsoft è davvero encomiabile.  Crediamo che campagne di informazione come queste, siano molto utili specialmente perché fatte attraverso lo stesso mezzo, Internet, che contribuisce in massima parte ad abilitare la raccolta dei dati degli utenti.

Siamo certi che diffondere una cultura della privacy, sia necessario a far comprendere a tutti il valore dei propri dati personali. E dare un impulso positivo per iniziare a difenderli.

Avevamo nei giorni scorsi commentato positivamente su Blog4Privacy l’iniziativa del Garante della Privacy Italiano in merito. Infatti il Presidente Antonello Soro aveva pubblicato un video molto eloquente che sapeva dare immediatezza ai pericoli insiti nel memorizzare dati sensibili sui dispositivi cellulari.

Ci auguriamo quindi che campagne informative e virtuose come quella del Garante della Protezione dei dati personali e quella di Microsoft, siano sempre piu’ numerose. Noi dell‘Osservatorio della Rete daremo il nostro sostegno a queste iniziative. Sempre.

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Altri problemi di Antitrust per GOOGLE sul mobile: indagate su ANDROID

Siamo alle solite. Con gli amici dell‘Osservatorio della Rete sono mesi che sollecitiamo azioni forti da parte del Commissario Europeo Almunia che arrivino allo scorporo forte del motore di ricerca dalle altre attività del colosso di Mountain View.

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I numeri parlano chiaro e non possono essere che interpretati in maniera preoccupante. Google ha una dominanza totale del segmento search. Si tratta del servizio che meglio consente a GOOGLE di profilare gli utenti.
Ancora una volta privacy e competition sono strettamente connessi e non si riesce a far passare il concetto che se non si risolve il problema a monte, non si risolveranno mai, MAI!, tutti gli altri problemi che GOOGLE crea a valle ai suoi competitor.

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Competitor che ovviamente si lamentano un giorno si e l’altro pure. Tutti i giorni arrivano sulle scrivanie dei decisori nazionali ed europei  motivi di doglianza tali da far rabbrividire anche chi non ha nulla da temere perchè non usa Internet.
Google sa pure qualcosa di chi Internet non lo usa perchè magari ci finisce dentro con le foto degli altri, con gli appuntamenti messi dentro il calendario del cellulare, con la rubrica telefonica catturata al volo da Google e dai servizi over the top.
Servizi che sfuggono continuamente ad ogni normativa nazionale territoriale a cominciare da quella relativa alle tasse.

Su GOOGLE il caso è macroscopico e non si capisce come mai ci si attardi a trovare una soluzione definitiva. Non servono test. Non servono altre lamentele. Non servono nemmeno gli impegni.

Servono tre cose ben precise:

1) una sanzione molto pesante commisurata al fatturato, tale da fungere da deterrente vero e da far recuperare denari alle Istituzioni coinvolte in queste problematiche sollevate dagli abusi di Google.

2) servirebbe urgentemente una riforma della normativa sulla privacy come proposta dalla Commissaria Reading.

3) urge anche una soluzione vera al problema della dominanza di Google che diventa in taluni casi un quasi-monopolio. Si scorporino le attività legate alla ricerca da ogni altro servizio offerto da Google.

Questa la ricetta: tre semplici ingredienti e finalmente potremmo dichiarare il problema risolto.
Ma se non si attuano subito queste misure il mercato intero, tutta la catena del valore, non solo alcuni competitor diretti ma l’intero comparto informatico, avranno da soffrire ancora e a lungo. E gli utenti, i cittadini, le aziende, le imprese e i consumatori continueranno a soffrire pure loro le tante distorsioni causate da questo colosso.

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Indagini su GOOGLE> Ex Garante Privacy Franco Pizzetti intervistato da KEY4BIZ

La notizia del giorno BLOG4PRIVACY la trova su Key4biz, il quotidiano d’informazione su Telecomunicazioni, Media, Internet, Smart City e Games fondato e diretto da Raffaele Barberio.

Garanti vs Google. ‘Il rispetto della privacy è un dovere e le regole vanno rispettate’. Intervista a Franco Pizzetti

Abbiamo individuato per voi quattro passaggi talmente illuminanti che ci permettiamo di sottoporli alla vostra attenzione, come Osservatorio della Rete.

  1. Google dice di essere compliant sulla privacy. Ex Garante Pizzetti: mi fido di piu’ dei miei colleghi http://ow.ly/i/1P0wf  
  2. Per PIZZETTI le indagini su Google sarebbero reazione alla lobby di Google contro la riforma privacyhttp://ow.ly/i/1P0Dt
  3. Mi piace moltissimo la prudenza di PIZZETTI su OPEN DATA…http://ow.ly/i/1P0Wy
  4. Il Libro di FRANCO PIZZETTI sul diritto all’oblio va subito comprato e letto http://ow.ly/i/1P13C

Nonostante avessimo approfondito le tematiche legate alla riforma della privacy proposta dal Commissario Reading, nonostante avessimo commentato praticamente tutti i procedimenti aperti in tutto il mondo contro Google, nonostante avessimo avuto perfino la pretesa di consigliare un percorso al Commissario Almunia per i problemi legati alla concorrenza sollevati da abuso di posizione dominante del colosso americano, non avevamo colto i quattro punti sostanziali che finalmente sono diventati chiari grazie al Professor Pizzetti, attuale presidente di Alleanza per Internet che con questa intervista di cui si raccomanda una lettura attenta, ci conferma che  La Privacy NON e’ morta!

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Tutti contro GOOGLE: il grafico del Corriere della Sera

Oggi il Corriere della Sera ha pubblicato un grafico interessante con la cause che hanno permesso di trascinare Google in tribunale nel mondo. L’impatto è molto chiaro e i fronti che risultano aperti sono probabilmente molti di piu’. Per quanto riguarda Blog4Privacy ovviamente è interessante la parte relativa ai procedimenti che hanno portato alla luce le violazioni nel settore della riservatezza e della concorrenza.

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Privacy: garante avvia istruttoria su Google

Noi dell’Osservatorio della Rete lo abbiamo chiesto a gran voce nei mesi scorsi su Media2000 e finalmente anche il Garante della Privacy Italiano ha deciso di aprire un’istruttoria contro quello che gli americani hanno definito il Violatore seriale della Privacy per antonomasia. Stiamo parlando di Google, che era già nel mirino dei garanti della Privacy europea dopo aver scampato sanzioni in America. Tutti i competitor di Google chiedono misure ferme che arrivino fino alla separazione funzionale delle attività di questa multinazionale americana che non ha esitato a usare la sua posizione dominante per discriminare gli operatori concorrenti. La riservatezza in questo caso si traduce in una immensa disponibilità dei dati degli utenti che Google raccoglie attraverso i suoi servizi on line, anche contro il volere degli utenti e perfino all’oscuro dei poveri ignari che non sanno quanti dati Google riesca a raccogliere perfino con il pulsante G+.

Siamo certi di essere solamente all’inizio.

 

ANSA: Privacy: garante avvia istruttoria su Google
Per verificare rispetto norme pertinenza dati e consenso utenti

Il Garante privacy italiano ha aperto un’istruttoria nei confronti di Google Inc. per verificare il rispetto della disciplina sulla protezione dei dati personali, in particolare dei principi di pertinenza, necessità e non eccedenza dei dati trattati nonché degli obblighi sull’informativa agli utenti e sull’acquisizione del consenso.

L’iniziativa – spiega una nota del Garante privacy – è stata assunta nell’ambito di un’azione congiunta intrapresa dalla task force, appositamente costituita, composta dalle Autorità per la protezione dei dati di Francia, Italia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi e Spagna. Tra il marzo e l’ottobre 2012 il Gruppo che riunisce le Autorità della privacy dei 27 Paesi dell’Ue ha, infatti, analizzato la privacy policy di Google per stabilire se fosse in linea con i requisiti fissati nella Direttiva europea sulla protezione dei dati (Direttiva 95/46/CE). Le nuove regole privacy adottate da Google consentono, tra l’altro, alla società californiana di incrociare in via generalizzata i dati degli utenti che utilizzano i servizi offerti (da Gmail a YouTube a Google Maps solo per citarne alcuni).

Alla luce dei risultati di questa analisi, i Garanti europei hanno chiesto a Google Inc. di adottare, entro 4 mesi, una serie di modifiche ritenute necessarie per assicurare la conformità dei trattamenti alle disposizioni vigenti. Decorso tale periodo, alcuni rappresentanti di Google Inc. hanno chiesto un incontro con la task force che si è tenuto il 19 marzo, a seguito del quale tuttavia la società, nonostante avesse manifestato la propria disponibilità, non ha ancora adottato alcuna concreta iniziativa nel senso auspicato. Ciascuna delle sei Autorità coinvolte condurrà, pertanto, ulteriori accertamenti con il formale avvio di procedimenti distinti anche se simultanei ed in stretto coordinamento tra loro.

BEUC CHIARISCE: GOOGLE CI PREOCCUPA

2013-03-26 18 47 41

In Europa i consumatori hanno un baluardo difensivo che si chiama BEUC. Non ho memoria di associazioni finora che abbiano avuto il coraggio, la capacità e la forza di far capire al Commissario Almunia in che modo e perchè GOOGLE rappresenta il principale pericolo in Europa per i nostri dati e per la concorrenza.

Passaggi chiave come questi sono l’eccellenza delle posizioni di BEUC che come Osservatorio della Rete condividiamo e apprezziamo molto.

Google continues to expand its areas of activities and develop its own services and products. Given its role as gatekeeper to the internet, Google is in a unique position to restrict access to its competitors and direct traffic to its own services. ()

BEUC calls for the functional separation of Google’s different services and assets.

Ne discutiamo nel gruppo su FB dell’Osservatorio della Rete!

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Prosegue il dibattito sulla riforma europea della Privacy

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Legal affairs specialists in Parliament support the “right to be forgotten” as proposed by the Commission in its draft data protection regulation. This would oblige companies, such as social networks or online shops, to delete personal data on request. However, the committee says in its non-binding opinion that this right should not apply to data processed for healthcare purposes. They believe that is important to retain complete health records in order to ensure the best care and treatment.

The data protection regulation will replace the current directive dating from 1995 and will apply a single set of rules to all data collected on a systematic basis, from search engines and social networks to health and education data. The proposed rules seek to give citizens more control over their own data, especially on the Internet, while ensuring clearer rules for businesses.

Profiling and explicit consent

The legal affairs committee says that “profiling” (a practice that allows personal data online to be monitored and matched in order to analyse or predict a person’s behaviour) should not be based on ethnic, religious or sexual orientation criteria.

MEPs also support the Commission proposal to require a person’s explicit consent to the use of their data. This permission could be sought electronically, says the committee in its opinion.

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Google Flight Search

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GOOGLE CERCA VOLI: ecco fatto, ci siamo. Anche in Italia arriva il servizio di Google per cercare voli. Se ALMUNIA non risolvesse stavolta per definitivamente la questione che ha portato all’apertura vs Google di un procedimento europeo per abuso di posizione dominante e se lasciasse passare gli impegni presentati da Google, il mercato intero probabilmente avrà a soffrirne e servizi eccellenti come Tripadvisor, Booking, Volagratis, Venere e tutti gli altri che siamo abituati ad usare per prenotare le nostre vacanze, potrebbero essere spazzati via da questo colosso che non ha mancato di dirottare le ricerche on line sui suoi servizi privilegiandoli rispetto ai competitor grazie alla dominanza assoluta che ha google Search. Ci aspettiamo che gli impegni siano adeguati sia a fermare Google dal perpetrare certe pratiche ma soprattutto speriamo in un ristoro della situazione ormai tremendamente corrotta dalla multinazionale americana che sta creando problemi in tutto il pianeta.

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