Category Archives: Big Data

Google cucina biscotti a fornelli spenti

@massimosideri spiega il business del biscotto e la profilazione passiva #coockies #uber #car2go #google http://ow.ly/i/7H53s #privacy

App che ti profilano anche con il GPS spento (es. Uber)

Schermata 2014-11-24 alle 16.14.05

Nessuna Privacy con i cellulari di Google! Tracciando gli spostamenti ricorrenti gli OTT sanno tutto di noi

 

 

2013-05-03 11 19 59

 

Non possiamo rimanere indifferenti di fronte alla minaccia alla Privacy che proviene dai vari Google e Facebook attraverso i servizi attivati sui telefoni cellulari. Oggi il giornale L’ESPRESSO riporta con chiarezza i risultati di uno studio che ha dimostrato che sulla base del tracciamento dei nostri spostamenti ricorrenti e’ possibile risalire con precisione alla persona che li sta compiendo.

Quindi basta la retention di un semplice dato geografico a permettere a un fornitore di servizi, di identificarci e di iniziare a saccheggiare i dati piu’ importanti della nostra vita, profilandoci indipendentemente dall’uso incrociato con la moltitudine di altri dati con cui GOOGLE, ad esempio, ci profila attraverso tutti i suoi servizi.

Tagged , , , , , , ,

Il massimo della pena per GOOGLE è sempre troppo poco: il caso tedesco sulla privacy spiega perchè

Non si poteva chiedere di piu’ alla Germania.  Alla fine – nonostante la clamorosa condanna – è come se GOOGLE l’avesse fatta franca anche stavolta. Come abbiamo sostenuto piu’ volte qui su Blog4privacy, sanzioni così miti e non commisurate al fatturato sono talmente inefficaci che Google vince anche quando soccombe. Non c’è nulla ad oggi che può dissuadere il colosso di Mountain View a catturare i dati della nostra vita, con e senza il nostro consenso, trattarli e trattenerli come piu’ gli aggrada.

Urge una separazione strutturale del motore di ricerca da ogni altro servizio e piattaforma che offre e che utilizza per rafforzare la sua dominanza a danno dei competitor e dei consumatori. Parallelamente deve essere approvata la riforma della data privacy proposta da Viviane Reading prima che sia troppo tardi.

Come riporta THE VERGE:

Google fined just $189,000 for ‘one of the biggest’ data protection violations in German history
Google has been fined €145,000 (around $189,000) for what a regulator called “one of the biggest data protection rules violations known.”

The fine comes after it was proved Google’s Street View cars illegally collected data from open Wi-Fi networks between 2008 – 2010. German prosecutors dropped criminal proceedings against the search giant last fall after they failed to find “criminal violations,” but data protection regulators picked up the case in the hope of levying a fine. Google claims its Street View team was unaware of the collection and never looked at the illegal data haul, and Hamburg-based regulator Johannes Caspar tells Bloomberg that Google’s “internal control mechanisms must have severely failed.”

The €145,000 fine isn’t likely to upset Google too much. For what was apparently one of German’s most egregious data protection violations ever, the fine represents less than 0.005 percent of Google’s profit last quarter.

E lo leggiamo anche su Techcrunch:
Google Fined $189K For ‘one of the biggest data’ privacy violations in Germany

Google 1, Germany 0. German regulators were furious when it was found that Google’s street car was unintentionally collecting email, photos, and passwords from its citizens’ unprotected wi-fi networks–something Hamburg-based regulator, Johannes Caspar, called “one of the biggest data protection rules violations known.” Yet, regulators could only muster a financial hand slap of 145 Euros, or about 0.005% of the search giant’s annual profits.

A questo punto lo sconforto è tanto. L’articolo fa un riferimento calcistico azzeccatissimo ma la partita non è finita. Non è persa definitivamente. Dobbiamo fare qualcosa e subito. Tutte le Autorità della Privacy europee e tutti i decisori ad ogni livello siano responsabili per arginare il fenomeno di rapina dei dati personali messo in atto da Google.

Intanto, mentre noi discutiamo del nostro diritto alla riservatezza, persino una rivista blasonata come FORBES si arroga il diritto di cialtroneggiare sui Google Glass come se il pericolo maggiore di quegli occhiali da maniaco fosse la durata della batteria e non i potenziali danni alla nostra vita sociale quando saremo monitorati da nostri simili e non piu’ solo da un grande fratello invasivo e costante che ci impedisce l’espansione libera del nostro vivere all’interno di un mondo che speriamo sia capace di vedere le distorsioni che questi occhiali possono potenzialmente mettere in atto anche in modo violento.
Google Glass’ Battery Life Could Be The Deciding Factor For The Public

I’m intrigued by Google GOOG +4.46%‘s definition of the battery life of Google Glass in today’s announced specifications. Rather than an actual number, capacity, or indication of the size, Google has used the delightful phrase ‘one full day of typical use’. Which leads to the question of what a typical day is?

Much like talk time on a mobile phone, or miles per gallon in a car, giving out a battery life is a bit hit and miss, which is why I’ve always looked for the mAh rating. Which isn’t at all obvious from the tech specs. The only clue is that recording video and participating in a Google+ hangout are flagged up as being ‘more battery intensive.’

Tagged , , , , ,

Prezzi dinamici: sensori che cambiano il prezzo dei prodotti sulla base dei nostri dati personali

 Il Corriere della Sera ha pubblicato oggi una traduzione di un articolo di Evgeny Morozov dal titolo “Prezzi dinamici, quando i distributori conoscono i nostri dati personali”

http://ow.ly/i/1Wa7V

Sensori installati nei distributori automatici sono in grado di cambiare il prezzo delle merci a seconda della temperatura esterna. E’ estate, fa caldo, aumenta la disponibilità a spendere per una bibita fredda. Il prezzo sale. Lo stesso distributore ha anche una fotocamera per il riconoscimento facciale. Può essere utile per conoscere il tuo sesso e consigliarti un prodotto piuttosto che la tua età approssimativa e propinartene un altro. E se questi sensori sono collegati ai BIG DATA di GOOGLE  che ha raccolto e profilato gli utenti da anni incamerando tutto quello che si può sapere di noi, il gioco con i fiammiferi diventa un pericoloso incendio fuori controllo.

L’autore dell’articolo sui prezzi variabili è @evgenymorozov http://ow.ly/kgnVO e noi dell’Osservatorio della rete abbiamo provveduto ad acquistare tutti i suoi libri per meglio approfondire le sue interessanti teorie.
Vediamo alcune applicazioni:

http://ow.ly/i/1Wahi

Tagged , , , , , ,

Indagini su GOOGLE> Ex Garante Privacy Franco Pizzetti intervistato da KEY4BIZ

La notizia del giorno BLOG4PRIVACY la trova su Key4biz, il quotidiano d’informazione su Telecomunicazioni, Media, Internet, Smart City e Games fondato e diretto da Raffaele Barberio.

Garanti vs Google. ‘Il rispetto della privacy è un dovere e le regole vanno rispettate’. Intervista a Franco Pizzetti

Abbiamo individuato per voi quattro passaggi talmente illuminanti che ci permettiamo di sottoporli alla vostra attenzione, come Osservatorio della Rete.

  1. Google dice di essere compliant sulla privacy. Ex Garante Pizzetti: mi fido di piu’ dei miei colleghi http://ow.ly/i/1P0wf  
  2. Per PIZZETTI le indagini su Google sarebbero reazione alla lobby di Google contro la riforma privacyhttp://ow.ly/i/1P0Dt
  3. Mi piace moltissimo la prudenza di PIZZETTI su OPEN DATA…http://ow.ly/i/1P0Wy
  4. Il Libro di FRANCO PIZZETTI sul diritto all’oblio va subito comprato e letto http://ow.ly/i/1P13C

Nonostante avessimo approfondito le tematiche legate alla riforma della privacy proposta dal Commissario Reading, nonostante avessimo commentato praticamente tutti i procedimenti aperti in tutto il mondo contro Google, nonostante avessimo avuto perfino la pretesa di consigliare un percorso al Commissario Almunia per i problemi legati alla concorrenza sollevati da abuso di posizione dominante del colosso americano, non avevamo colto i quattro punti sostanziali che finalmente sono diventati chiari grazie al Professor Pizzetti, attuale presidente di Alleanza per Internet che con questa intervista di cui si raccomanda una lettura attenta, ci conferma che  La Privacy NON e’ morta!

Tagged , , , , , , , , , ,
Follow

Get every new post delivered to your Inbox.